domenica 4 giugno 2017

I PRIMI EROI DELLO SPAZIO / 2 : TITOV E I COSMONAUTI PERDUTI


German Stepanovič Titov

« Io credo nell’uomo, nella sua forza, nelle sue possibilità e nella sua razionalità »
(German Stepanovič Titov)

German Stepanovič Titov (Polkovnikovo, 11 settembre 1935 – Mosca, 20 settembre 2000) è stato un cosmonauta sovietico.

Carriera
Dopo Jurij Gagarin fu il secondo uomo nello spazio. Il 6 agosto 1961 venne lanciato a bordo della Vostok 2 per effettuare una missione della durata di circa 25 ore. Con i suoi 25 anni, al momento della sua prima (ed unica) missione, risulta a tutt'oggi come cosmonauta/astronauta più giovane a volare nello spazio.
Nonostante si fosse preparato insieme a Gagarin ad eseguire il primo volo in assoluto di un essere umano nello spazio, dovette lasciare tale onore al suo collega che venne preferito dal direttivo politico sovietico che considerò Gagarin più idoneo al raggiungimento degli scopi politici della missione a causa delle origini dello stesso. Gagarin era infatti figlio di un falegname e di una contadina, mentre Titov era figlio di un insegnante.
Durante la sua missione fu la prima persona ad essere affetta dalla malattia dello spazio, cioè un malessere tipico delle persone in volo nello spazio con sintomi simili al mal di mare dovuti particolarmente alla difficoltà dell'organismo all'addattamento alle condizioni di assenza di forza di gravità. Per i collegamenti via radio di questa missione scelse il nomignolo di Орёл (Orël, it. "aquila").
Successivamente alla sua missione nello spazio, Titov assunse diverse posizioni nel direttivo dei programmi spaziali sovietici, fino al suo ritiro definitivo avvenuto nel 1992. Nel 1995 venne eletto membro del Parlamento russo (la Duma di Stato) quale membro del partito comunista russo. Morì d'infarto nella sua sauna all'età di 65 anni.
Titov è pluridecorato di onorificenze, tra le quali bisogna particolarmente sottolineare i due ordini di
Lenin, e le onorificenze internazionali. Gli venne conferito pure il titolo di "eroe del lavoro socialista bulgaro", "eroe del lavoro del Vietnam" ed "eroe della Mongolia". In suo onore venne nominato un cratere lunare che si trova sulla "faccia oscura" della Luna.
Titov è cittadino onorario della città di Lipsia.

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Cosmonauti perduti

Storia
Nel 1959 lo scienziato Hermann Oberth riferì di avere saputo che nel febbraio 1958 era morto un cosmonauta lanciato in un volo suborbitale dal cosmodromo di Kapustin Yar, ma non volle riferire la fonte dell'informazione. Nel dicembre dello stesso anno, l'agenzia italiana Continentale diede la notizia che secondo un alto esponente del Partito Comunista di Cecoslovacchia erano morti tre cosmonauti sovietici in altrettanti voli suborbitali. Le voci vennero alimentate anche da fotografie di uomini in tuta spaziale pubblicate nel 1959 dal settimanale sovietico Ogoniok e dal quotidiano serale di Mosca; i nomi di questi uomini apparivano nelle didascalie, ma in seguito essi (Belokoniov, Kachur, Graciov, Michailov e Zavadovski) non hanno mai preso parte a voli spaziali, pertanto i fautori della teoria sui cosmonauti perduti ritengono che siano deceduti nel corso di missioni spaziali segrete.
Nel 1960 lo scrittore Robert Heinlein scrisse in un articolo che il 15 maggio 1960, mentre si trovava in Unione Sovietica, fu informato da un cadetto dell'Armata Rossa che quel giorno i sovietici avevano lanciato un cosmonauta in un volo orbitale, ma un cattivo funzionamento dei retrorazzi aveva causato la perdita del veicolo spaziale al momento del rientro sulla Terra (ufficialmente i sovietici comunicheranno di avere lanciato lo Sputnik 4). Il 10 aprile 1961, due giorni prima del volo di Gagarin, il giornalista Dennis Ogden, corrispondente del giornale comunista britannico The Daily Worker, scrisse che pochi giorni prima, esattamente il 7 aprile, i sovietici avevano lanciato un uomo nello spazio; alla notizia un corrispondente francese a Mosca, Eduard Brobovski, il giorno successivo fece il nome di Vladimir Iljushin. Secondo alcune fonti, la presunta vedova di Anatolij Tokov - uno dei cosmonauti scomparsi misteriosamente - durante una visita negli Stati Uniti di una delegazione sovietica di cui faceva parte, avrebbe rivelato che il marito sarebbe morto nel 1967 durante l'addestramento per un volo spaziale. Altre fonti riportano invece che Tokov sarebbe stato il marito della presunta cosmonauta Ludmilla Serakovna e che i due coniugi abbiano volato insieme nello spazio nel 1961, perdendo la vita.
Nel 1999 venne prodotto sulla vicenda un documentario, in cui si raccontava che Iljushin, lanciato prima di Gagarin, effettuò un atterraggio di emergenza nel territorio della Repubblica Popolare Cinese e il cosmonauta rimase gravemente ferito.

Voli suborbital
Aleksei Ledovsky (novembre 1957)
Serenti Shiborin (febbraio 1958)
Andrei Mitkov (gennaio 1959)
Voli orbitali[modifica | modifica wikitesto]
Gennadi Zavadovsky (maggio 1960)
Ivan Kachur (settembre 1960)
Piotr Dolgov (ottobre 1960)
Alexis Graciov (novembre 1960)
Gennadi Mikhailov (febbraio 1961)
Ludmilla Serakovna o Tokova (maggio 1961)
Alexis Belokoniov (maggio 1962)
Morti in addestramento[modifica | modifica wikitesto]
Nikolai o Anatolij Tokov
N.K. Nikitin

Cronologia di intercettazioni radio di presunti incidenti spaziali

28 novembre 1960
I fratelli Judica Cordiglia affermano di avere captato un "SOS a tutto il mondo" in segnali Morse, proveniente da un punto fisso del cielo, che diventava sempre più debole come se si allontanasse dal punto di ricezione; essi concludono che debba trattarsi di una navicella spaziale con un cosmonauta a bordo. I critici sostengono che la provenienza del segnale da un punto fisso del cielo non è compatibile con la percorrenza di un'orbita e pertanto si dovrebbe spiegare con un allontanamento della navicella dalla Terra, ma ciò non è possibile, perché i sovietici all'epoca non avevano la possibilità di lanciare una navicella con uomini a bordo fuori dall'orbita terrestre[4], dato che il razzo vettore Proton non era ancora disponibile (fu collaudato nel 1965). Risulta invece che in quel periodo i sovietici lanciarono in orbita un satellite, lo Sputnik 6.

2 febbraio 1961
I fratelli Judica Cordiglia affermano di avere captato un battito cardiaco e un respiro affannoso provenienti dallo spazio, che interpretano come il rantolo di un cosmonauta morente. Due giorni dopo il segnale è captato indipendentemente da un altro radioamatore italiano, Mario Del Rosario. Alcuni critici, tra cui lo svedese Sven Grahn, ingegnere ed esperto di comunicazioni radio, sostengono che i dati fisiologici dei cosmonauti sovietici (tra cui il battito cardiaco) venivano trasformati in segnali elettrici a onda quadra, inviati a terra per via telemetrica e successivamente decodificati, pertanto non potevano essere sentiti direttamente, ma il suono doveva essere simile al fruscio di un fax o di un modem, con interruzioni ad intervalli regolari. I sovietici comunicarono ufficialmente di avere lanciato in quel periodo un satellite, lo Sputnik 7, ma poi fu rivelato che si trattava in realtà della prima sonda destinata all'esplorazione di Venere, che non riuscì a lasciare l'orbita terrestre per un guasto all'ultimo stadio del razzo vettore.

23 maggio 1961
I fratelli Judica Cordiglia affermano di avere captato dallo spazio la voce di alcuni cosmonauti tra cui una donna, a cui viene attribuito il nome di Ludmilla; quest'ultima afferma di sentire un calore crescente e di vedere una fiamma. Essi ritengono che la navicella sia bruciata durante la fase di rientro nell'atmosfera. Quest'intercettazione ha avuto diverse critiche. La presenza di più voci lascerebbe presumere un volo plurimo, ma le capsule sovietiche Vostok allora disponibili non potevano ospitare più di un cosmonauta; inoltre non è possibile che la voce della donna si riferisca alla fase di rientro nell'atmosfera, perché la ionizzazione delle particelle d'aria intorno alla capsula interrompe il contatto radio (black-out) per alcuni minuti. È stato anche rilevato che nel 1961 non c'erano ancora donne cosmonaute, che furono selezionate solo nel 1962.
Segnali radio sulla stessa frequenza vennero captati nello stesso periodo anche dall'Osservatorio di Bochum in Germania, ma il direttore dichiarò che a suo parere provenivano da trasmissioni terrestri[9]. A conferma di questa ipotesi, va detto che nel maggio 1961 non risultano lanci spaziali sovietici[10] e non è ipotizzabile un lancio "segreto" perché già dal novembre 1960 era operativo il sistema SPADATS (Space Detection and Tracking System) gestito dal NORAD per il tracciamento dei lanci spaziali.

15 maggio 1962
Vengono intercettate le voci di due uomini e di una donna impegnati in una disperata conversazione. Anche questo caso presupporrebbe una missione con più cosmonauti a bordo di una capsula, ma come si è detto le capsule multiposto Voskhod non erano all'epoca ancora disponibili (lo furono a partire dal 1964). Ufficialmente i sovietici lanciarono in quel periodo lo Sputnik 15.

VIDEO
 Voci dallo spazio: i fratelli Judica Cordiglia


I PRIMI EROI DELLO SPAZIO / 2 : TITOV E I COSMONAUTI PERDUTI


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