sabato 30 settembre 2017

SPECIALI Di CRONACA NERA / 2 : IL MISTERO DELLA DOTTORESSA TIRONE


Alma Tirone, figlia di un noto avvocato beneventano, nasce nel 1952 a Napoli dove, nel 1976, si laurea in medicina, per poi specializzarsi in endocrinologia. Da subito, contando anche sulla sua avvenenza, sulla sua telegenia e sul suo talento commerciale, affianca una modesta attività professionale a quella di conduttrice di programmi televisivi dedicati alla presentazione e alla commercializzazione dei suoi prodotti. Una vera scalata al successo, che la porta a passare dalle emittenti locali a quelle nazionali, diventando uno dei volti televisivi più celebri.
Un successo che si interrompe drammaticamente nel 1989, a causa di due controverse vicende giudiziarie frutto, a suo dire, di un complotto ordito ai suoi danni da influenti personaggi del mondo della politica, della magistratura e della pubblica amministrazione coinvolti alcuni anni più tardi nello scandalo di Tangentopoli. Un ambiente che la bella e spregiudicata dottoressa dalla fluente chioma rossa frequentava e conosceva bene e nel quale, forse, si muoveva con eccessiva disinvoltura.
Le teorie complottiste vanno sempre prese con le pinze, ma dobbiamo riconoscere che le vicende giudiziarie che stroncarono la carriera della dottoressa Tirone risultano assai singolari. La prima la vede accusata della indebita appropriazione di un vaglia postale di 156.000 lire, cifra irrisoria che le costerà, in anni in cui la corruzione italica celebrava i suoi fasti e nonostante il fatto che l’incasso fosse stato effettuato per errore, sette giorni di detenzione nel carcere femminile di Pozzuoli… inaudito. Ben più grave, poi, l’accusa di bancarotta della società Farmaleader, per la quale verrà sottoposta a un processo che la vedrà assolta con formula piena.
Stroncata da queste vicende, nonostante la sua conclamata onorabilità… stendiamo un velo sull’efficacia dei suoi prodotti, tornò nell’ombra, fino a scomparire, suscitando le malsane fantasie del famigerato programma televisivo “Chi l’ha visto?”.
Dal 2008, anno della sua scomparsa, al 2013 si rincorsero le più disparate congetture: da quelle di chi la voleva morta a quelle di chi sosteneva di averla riconosciuta nei panni di una parrucchiera milanese, il tutto per la gioia delle riviste di gossip e dei loro incliti lettori.
Una seria indagine, svolta dal giornalista Andrea Jelardi, pose fine allo sciacallaggio, rivelando che Alma era morta in una clinica romana il 16 marzo 2008, a causa di un male di cui nessuno era a conoscenza, ed era stata sepolta, accanto ai suoi genitori, nel cimitero di Benevento.
Era bella, Alma, e Renato Guttuso, di cui fu amante e musa ispiratrice, la ritrasse nel suo celebre quadro del 1976 “Caffè Greco”, dove la vediamo raffigurata, tra altri avventori, nella parte bassa del dipinto, in posizione centrale.
Riposa in pace, bella e sfortunata Alma!

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Alma Manuela Tirone (Napoli, 29 gennaio 1952 – Roma, 16 marzo 2008) è stata un medico e personaggio televisivo italiano.
Biografia
Figlia di un avvocato originario di Paolisi in provincia di Benevento, nacque a Napoli ove venne battezzata con il solo nome Alma, mentre Manuela lo aggiunse in seguito, dopo essersi laureata in Medicina nel 1976 presso l'ateneo partenopeo ed aver esordito in televisione ove, quale medico chirurgo, dietologo e specialista in endocrinologia, divenne nota al pubblico soprattutto come dottoressa Tirone.
Raggiunse fama nazionale negli anni ottanta, ma già dal 1975 esordì come conduttrice di rubriche mediche e dietologiche su emittenti tv e radio della Campania tra cui la più nota fu Il Salotto dei Grassottelli su Canale 21, una delle prime emittenti private televisive italiane.
Nel contempo lavorò come medico generico mutualista per l'Usl 38 di Napoli, titolare di studi di dietologia a Napoli, Roma e Milano, e consulente della multinazionale Texas Instruments nell'elaborazione dei menu della mensa aziendale per i 600 dipendenti dello stabilimento di Aversa.
Tra le varie diete proposte in tv e in vari libri dalla dottoressa Tirone figuravano la Dieta Minilinea, la Dieta Express e la Dieta Blocca-Peso, oltre a un Sistema Cellulite, una serie di rimedi che venivano definiti «a base naturale». Insieme alle diete veniva proposta anche una serie di tisane, quali Tidepura, Tirinnova, Tisamara, Tisalax.
Imprenditrice, fondò alcune società per la produzione e commercializzazione dei suoi prodotti e, progressivamente, le sue televendite e spot pubblicitari vennero trasmessi anche da tv nazionali ove partecipò a vari programmi come ospite e fu - nel momento di massima popolarità - finanche oggetto di una parodia a Drive In.
Nel 1989 Alma Manuela Tirone fu coinvolta in una vicenda giudiziaria nata da un'accusa di appropriazione indebita per via della riscossione non autorizzata di un vaglia postale del valore di 156.000 lire e proseguita con un processo per bancarotta della sua società Farmaleader, celebrato nel 1998 e conclusosi con un'assoluzione.
Dallo scandalo giudiziario non riuscì più a risollevarsi, ma ciò nonostante denunciò un sospetto complotto nei suoi confronti, ordito da politici, magistrati e alti funzionari, poi coinvolti negli scandali di Tangentopoli. Altrettanta notorietà le venne dalle dichiarazioni rilasciate a molti quotidiani nazionali in cui dichiarò di essere stata amante e musa di Renato Guttuso, nonché modella per il celebre quadro Il Caffè Greco e beneficiaria di parte dell'eredità del pittore in un testamento mai ritrovato.
Scagionata dalle accuse, agli inizi del Duemila tornò in tv e si dedicò alla gestione di un sito internet, finché improvvisamente non se ne ebbero più notizie.

Le indagini sulla morte presunta
In seguito alle vicende giudiziarie, attorno ad Alma Tirone calò un vuoto mediatico e sociale. Nel 2008 cominciò a diffondersi sul web la notizia della sua scomparsa nel nulla e, in seguito al suo inserimento fra i "colleghi scomparsi" del bollettino dell'Ordine dei medici della Campania di giugno, della sua presunta morte. La notizia del decesso non ricevette però alcun rilievo mediatico, né venne annunciata pubblicamente da parenti o conoscenti e fu pertanto messa in dubbio dai pochi amici che la ritennero forse legata al suo ingente patrimonio finito sotto sequestro nella procedura di fallimento e -stranamente- mai reclamato da alcun parente.
Le circostanze rimasero oscure poiché, se le ultime notizie ufficiali risalirebbero al febbraio-marzo 2008, sul suo sito web personale era invece presente una risposta ad un commento, firmata da lei e risalente all'8 aprile. Nel corso delle indagini venne però recuperato un certificato di morte risalente al 3 marzo, ma approfondimenti successivi comprovarono invece che negli atti il decesso ufficiali risultava essere avvenuto il 16 marzo 2008, presso l'Ospedale Generale Giuseppina Vannini di Roma. Mancando notizie ufficiali dai parenti e dai media, il web fornì strani spunti tra cui la testimonianza di una donna la quale asseriva di essere a conoscenza del fatto che la dottoressa fosse viva e facesse la parrucchiera a Milano sotto falsa identità. In conseguenza vennero avviate alcune inchieste giornalistiche di Rita Pennarola e Alfredo Iannaccone e anche la trasmissione televisiva Chi l'ha visto? si occupò del caso, sospendendo però le ricerche quando si ottenne il certificato di morte che fu ritenuto attendibile.
Per cinque anni la notizia e le cause della morte della dottoressa Tirone rimasero avvolte nel mistero, così come restò non comprovata la tesi secondo cui -da alcune vaghe testimonianze- ella sarebbe poi stata sepolta a Benevento in virtù delle origini familiari sannite; alla fine, nell'aprile 2013, il periodico beneventano Realtà Sannita pubblicò un lungo articolo a firma di Andrea Jelardi che aveva ritrovato e fotografato nel cimitero cittadino la tomba di Alma Manuela Tirone, poco lontano da quella dei genitori e dei nonni ma sulla cui lapide (per sua espressa volontà) ci sono le sole iniziali AMT.
La causa del decesso, tuttora non chiara, sarebbe stata probabilmente una grave e improvvisa malattia di cui la dottoressa Tirone preferì tenere all'oscuro amici e conoscenti.

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“ROVINATA DA FORZE OCCULTE”, LA DENUNCIA CHIAVE SUL CORRIERE DELLA SERA DEL 20 DICEMBRE 1994

Dopo circa un anno di verifiche, le indagini sono approdate ad un primo risultato. Rocco Di Biasi, ex difensore della Tirone, e’ stato arrestato con l’ accusa di millantato credito: l’ ordine di custodia cautelare e’ stato firmato dal gip Marco Occhiofino su richiesta dei pm Giuseppe Narducci, Aldo Policastro e Nicola Quatrano. Il legale avrebbe scucito alla dietologa un bel po’ di quattrini, sostenendo di poter corrompere alcuni pubblici ufficiali (giudici? cancellieri?) che s’ occupavano del fallimento. “Mi sembra di tornare a vivere . esclama la dottoressa .. Finalmente i magistrati danno credito alle mie parole. E per una che in questi anni e’ stata trattata da pazza e bancarottiera non e’ poco. Spero che il club dei poteri occulti abbia i giorni contati”. Ma di quale club intende parlare? “C’ e’ un’ inchiesta in corso e sono obbligata a non scendere nei dettagli. Posso dirle soltanto che, da un giorno all’ altro, ho scoperto un miscuglio marcio di strutture istituzionali, burocrazie statali e forze imprenditoriali, pronto a massacrare chiunque pur di difendere i propri interessi”. Allude per caso alla massoneria? “Questo lo dice lei”. Ma com’ e’ possibile che un “club dei poteri occulti” muova all’ assalto di una dietologa: sembra fantapolitica… “Invece e’ andata proprio cosi’ , mi creda. Nei primi mesi dell’ 85 la Farmaleader, l’ azienda che avevo messo in piedi per commercializzare le tavolette Mini Linea, fatturava oltre 9 miliardi. Gli affari viaggiavano con il vento in poppa: apparizioni in tv, vendite alle stelle… Avevo creato una nicchia di mercato che prima non esisteva”. E poi? “Poi quella torta comincio’ a far gola a molti. Pensavo che ne volessero soltanto una porzione e invece miravano a mangiarsela tutta. La dottoressa Tirone doveva scomparire. La mossa successiva sarebbe stata quella di inventarsi un nuovo personaggio da piazzare al mio posto”. Chi? “Non posso fare nomi. Ma basta un piccolo sforzo di memoria per tracciare l’ identikit di una sacerdotessa delle diete televisive, forte di amicizie eccellenti nel mondo della politica”. Insomma, dovremmo credere che dietro il fallimento della sua azienda si nasconde l’ ombra di un grande complotto e, forse, addirittura il sigillo della massoneria: non le pare esagerato? “Lei creda cio’ che vuole. Vedra’ , pero’ , che i risultati dell’ inchiesta mi daranno ragione: in questo Paese, c’ e’ un’ associazione criminale che opera ai piu’ alti livelli dello Stato e dell’ imprenditoria. Mi hanno distrutta revocandomi all’ improvviso il fido bancario, impedendomi l’ accesso in tv e sui giornali, trascinando al fallimento la mia azienda nonostante avesse un utile di 7 miliardi. E’ gente che non si ferma dinanzi a nulla. Vedra’ , vedra’ …”. Così scriveva Enzo D’Errico il 20 dicembre 1994 sulle colonne del Corriere della Sera.

GLI ELEMENTI DA CHIARIRE – Come è morta veramente Manuela Tirone? E’ davvero seppellita a Roma ed è davvero morta da sola, abbandonata a se stessa? Possibile che nessuno ne abbia reclamato la salma per farla seppellire a Napoli? Dov’è la tomba di Alma Manuela Tirone, dove sono i suoi parenti? Gli amici di una vita, i colleghi di lavoro, perchè nessuno parla mai di lei? Dove sono la sorella e la nipote, quella nipote che in fretta e furia, sempre secondo il racconto dei portieri dei palazzi che a Napoli hanno mille occhi e mille orecchie, avrebbe portato via da Napoli l’amato cane Paolina abbandonando invece tutti gli effetti personali della Tirone presenti nel suo suo studio, tant’è che il collega dopo mesi di appelli a vuoto ha dovuto buttare tutto.

IL SITO INTERNET – Manuela aveva acquistato da Aruba il dominio del suo sito, www.dottoressatirone.it. Nell’aprile del 2006. Se davvero Manuela fosse morta nel 2008, e dando per assurdo e per scontato che la Tirone abbia rinnovato il pagamento annuale prima della sua scadenza di quell’anno (tanto zelo, pagarlo un mese prima), chi ha pagato la quota dell’anno 2009 e perchè? Perchè la quota è stata pagata, non c’è dubbio, il dominio nel 2009 è stato infatti rinnovato. Il motivo? Dal 2008 ad oggi se non fosse stato più rinnovato il dominio sarebbe libero. Così non è. Il dominio è in fase di pending. Ovvero risulta scoperta solo l’ultima quota, quella del 2010, aprile, tant’è che il dominio è entrato in quella fase in cui circa 60 giorni dopo il non pagamento della quota annuale si entra in una nuova fase, all’interno della quale, passata una ulteriore settimana, il dominio perde la proprietà. Quest’ultima non è a nome di una società ma a nome della Tirone. Chi avrebbe pagato a nome suo il rinnovo del dominio nel 2009 ad Aruba e perchè lo avrebbe fatto?
La dottoressa Tirone, secondo quanto dice la Pennarola, voleva anche informarsi su due giornalisti che stavano scrivendo un libro su di lei. Anche questi sembrano spariti nel nulla. Inoltre sul sito c’era una ultima risposta nel forum ad un lettore, datata aprile 2008. La Tirone è morta a Marzo, chi ha scritto al suo posto? Infine un ultimo elemento poco chiaro, forse una bufala, forse no. In un forum, uno dei tanti, sulla dottoressa, c’è uno strano commento, datato anno 2008, presumibilmente fine 2008, ovvero quando la notizia della morte si era diffusa su internet. Una persona commenta così la morte della Tirone: non è vero, è viva, sta a Milano, sotto mentite spoglie, fa la parrucchiera. La persona dice di più: lavora nel quartiere Baggio. Una bufala, quasi sicuramente. Quasi… Perchè tanta precisione nel nominare il quartiere e perchè poi Milano la città della sorella?
Di sicuro, se Alma Manuela Tirone, è deceduta, ha un grande pregio, ancora oggi. Lo conserva anche da morta. Riesce ancora a far parlare di sè, come quando bucava lo schermo a Canale 21, con quel suo fisico statuario, quella sua voce altisonante, quel suo inconfondibile camice bianco.

A mostrarcela, il 23 marzo scorso, è il custode che è lì da anni e la dottoressa Tirone se la ricorda benissimo: «Era un donnone, ma simpatica, buona e spiritosa...quando veniva a trovare i genitori e i nonni, che riposano in un loculo poco distante, mi prendeva in braccio per pesarmi … Per lei desiderava però una tomba modesta, senza neanche il nome … ecco perché ci sono solo le iniziali AMT e le date di nascita e morte 1952-2008. “Sono stata tanti anni in televisione e il mio nome tutti lo conoscono” - diceva - “perciò qui non c’è bisogno di scriverlo ancora”. Quando la bara arrivò da Roma faticammo per interrarla … pesava 160 chili … Era un donnone, la dottoressa Tirone».

IL QUADRO Di GUTTUSO
Con EMERSON LAKE & PALMER
SPECIALI Di CRONACA NERA / 2 : IL MISTERO  DELLA DOTTORESSA TIRONE

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