domenica 28 gennaio 2018

PERSONAGGI / 7 : PHILIP K. DICK


Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense.
La fama di Dick, in vita esclusivamente noto nell'ambito della fantascienza, crebbe notevolmente presso la critica ed il grande pubblico dopo la sua morte, in patria come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto, anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982, liberamente ispirato a un suo romanzo), venendo dunque rivalutato come un autore postmoderno, precursore del cyberpunk e, per certi versi, antesignano dell'avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea.
Temi centrali dei suoi visionari racconti e romanzi sono la manipolazione sociale, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del "falso", l'assuefazione alle sostanze stupefacenti e la ricerca del divino.

Biografia
Nato a Chicago, di parto prematuro, con la sorella gemella Jane Charlotte, in una famiglia dai legami burrascosi (la madre, da lui descritta come nevrotica, divorziò dal padre pochi anni dopo la nascita dei gemelli), Philip Dick trascorse un'infanzia e un'adolescenza solitarie e tormentate: la sorellina morì a poche settimane dalla nascita per malnutrizione, forse a causa di un'intolleranza al latte materno (con lei, per tutta la vita, Dick manterrà un profondo, morboso legame alimentando, nei suoi confronti, un mai sopito senso di colpa unitamente a un forte senso di incompletezza; per sua espressa volontà sarà seppellito accanto a lei), e, dopo il divorzio, la madre si trasferì a Berkeley portando con sé Philip, che in California trascorrerà poi gran parte della sua vita, frequentando più tardi l'Università di Berkeley senza concludere gli studi a causa della sua militanza nel movimento contro la guerra di Corea e del suo pacifismo (per continuare gli studi universitari avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all'epoca obbligatorio), che lo portarono ad avere problemi col maccartismo di quegli anni. Iniziò a lavorare in un negozio di dischi dove conobbe la prima moglie, Jeanette Marlin (il matrimonio durò da maggio a novembre '48). Le sue affermazioni secondo cui in quel periodo avrebbe lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la nascita della sua conoscenza e del suo amore per la musica classica precedette gli anni in cui lavorò come commesso nel negozio di dischi.

Fantascienza
L'incontro con la fantascienza avvenne forse per caso e forse nel 1949 (anche se il suo primo racconto, "Stability", pubblicato postumo, fu scritto nel 1947), quando invece di una rivista di divulgazione scientifica ne acquistò per sbaglio una di fantascienza (la circostanza non è certa). Esordì nel 1952 sulla rivista Planet Stories. Lasciata la prima moglie, si risposò con Kleo Apostolides (dal 14 giugno 1950 al 1959), militante comunista di origini greche. In questo periodo pubblicò i primi romanzi e una notevole quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo andò in crisi quando Dick si trasferì nella zona rurale di Point Reyes, a nord di San Francisco, in quella Marin County che fu l'ambientazione di diverse opere (tra tutte Cronache del dopobomba). Lì conobbe Anne Williams Rubinstein, che diventò la sua terza moglie (rimasero sposati dal 1º aprile 1959 all'ottobre 1965). Anne era una donna colta e di forte personalità, vedova e madre di tre figlie, che gli diede una figlia: Laura Archer (25 febbraio 1960). Dick si trasferì a casa di Anne, e per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie abbandonò la fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per tentare di occuparsi di narrativa mainstream, ma vivendo ciò come una sconfitta, di cui considerò responsabile la moglie. Il fallimento come "nuovo" autore fu la goccia; il matrimonio andò a pezzi, Dick si convinse che la moglie avesse assassinato il precedente marito e che avrebbe fatto lo stesso con lui. Divorziarono nel 1965 e Dick si trasferì a San Francisco.

Droghe
Dick assumeva amfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza prescrittagli dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia; l'amfetamina era usata per combattere gli stati depressivi di cui lo scrittore soffriva occasionalmente. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, la cui assunzione lo aiutava a sostenere altissimi ritmi produttivi nella stesura delle sue opere. L'abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio nel periodo in cui l'autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati, e la situazione arrivò al punto critico quando, in sua assenza, la sua abitazione subì un'effrazione durante la quale sconosciuti forzarono il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sulla loro identità, arrivando a sospettare che fossero agenti dell'FBI; a tutt'oggi la questione non è stata chiarita). In seguito Dick partecipò a una conferenza sulla fantascienza a Vancouver, in Canada, e decise di stabilirvisi. Anche l'esperienza canadese si rivelò un fallimento, a causa del continuo abuso di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick si fece ricoverare in una comunità di recupero per tossicodipendenti, la X-Kalay, un'esperienza breve che però lo aiutò a chiudere con le anfetamine. Molti eventi e situazioni risalenti al suo percorso esistenziale di questo periodo ebbero un ruolo importante nel suo romanzo Un oscuro scrutare.

Ultimo periodo
Tornato in California, Dick si stabilì alla periferia di Los Angeles e nel 1972 riprese a scrivere, anche in seguito all'incontro con Leslie (Tess) Busby (18 aprile 1973-1977), la quinta moglie, dalla quale ebbe il terzo figlio, Christopher Kenneth (25 luglio 1973). Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick iniziò a sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di vivere un'esperienza mistica, prese a scrivere l'Esegesi, una vasta raccolta di appunti a carattere teologico-filosofico a partire dai quali scrisse la celebre Trilogia di Valis, punto d'arrivo della sua esperienza letteraria.
Morì a Santa Ana, in California, in seguito a infarto cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set. Lo scrittore riposa al Riverside Cemetery di Fort Morgan, in Colorado, inumato accanto alla gemella morta a poco più di un mese di vita, in quella che è una tomba di coppia.

Pessimismo e divino
Pervasa da una patina di pessimismo (senza che manchino però sprazzi di ammirazione per la dignità dell'uomo comune capace di opporsi alla prevaricazione dei potenti nei momenti cruciali, e una sotterranea fiducia nel potere salvifico dell'arte), l'opera di Dick è segnata da una profonda attenzione ai problemi psichiatrici dei vari personaggi, a una ricerca del divino che non scade mai nel dogmatismo o nel moralismo, a una meditazione non sistematica ma a tratti decisamente originale sull'idea dell'uomo e dell'umano. Tutto ciò però non è mai, neanche nelle ultime opere "teologiche", svincolato dal contesto storico in cui Dick viveva e scriveva. I suoi romanzi e racconti, sebbene spesso imperniati su ipotesi fantascientifiche, sono quasi sempre intrisi dell'atmosfera degli anni cinquanta di Eisenhower, dell'era kennediana, dell'«Estate dell'amore» del 1967, degli anni settanta, tra contestazione, più o meno diretta o esistenziale, droga e repressione, e già tratteggiano, in anticipo sui tempi, l'America reaganiana, ma anche, per tantissimi versi, il nostro presente. Molte opere di Dick prefigurano infatti situazioni e figure tipiche del mondo di oggi, attraverso la consapevolezza, di cui Dick fu portatore come pochi altri autori, dell'impatto dei mass media (televisione in testa) sulla vita quotidiana dell'uomo postmoderno. Esemplare, da questo punto di vista, è il presidente-robot di I simulacri e di La penultima verità, oppure il presentatore Jason Taverner di Scorrete lacrime, disse il poliziotto, una celebrità che scopre di non esistere.

Tossicodipendenza
In un periodo estremamente problematico della propria vita, caratterizzato da abuso di anfetamine, dalla rottura di tutti i propri legami sentimentali stabili e da una vita vissuta passivamente e "alla giornata" con i tanti "sbandati" che lo scrittore ospitava presso la propria abitazione, Dick tocca il fondo, fugge da Berkeley, e dopo un breve periodo in Canada si fa ricoverare in una comunità terapeutica per tossicodipendenti. Il periodo degli abusi di anfetamine gli fornisce il materiale per alcune delle sue opere più belle, tra cui spicca lo straziante Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly), da cui è stato tratto, nel 2006, il film A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare.

Ritorno in California
In seguito Dick torna in California, ma stavolta stabilendosi a sud, nell'hinterland di Los Angeles, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla stesura di un'enorme mole di dattiloscritti, nota come Esegesi, una sorta di diario di appunti caratterizzati prevalentemente da una convulsa ricerca teologica, intrapresa con maggiore determinazione dopo l'"esperienza mistica" che Dick era convinto di aver vissuto nel febbraio-marzo del 1974, definita dall'autore stesso divina invasione. Dall'esegesi nasce la cosiddetta Trilogia di Valis, una triade di romanzi (gli ultimi che l'autore ebbe modo di scrivere) in cui Dick dà prova delle sue capacità come autore di fantascienza (Divina invasione), realistico (La trasmigrazione di Timothy Archer) e di quel nuovo filone narrativo che solo alla fine degli anni novanta riceverà il nome di avantpop (Valis).

La nomea di drogato
L'opinione largamente diffusa, ai suoi tempi e ancora oggi, di Dick che scrive le sue opere sotto l'influenza dell'LSD è solamente una leggenda, divulgata per tanti motivi (non tutti per forza negativi) da giornalisti, curatori e amici, e tollerata, quando non incoraggiata, da Dick stesso. La nomea di persona dedita agli stupefacenti, in un primo momento, gli rese bene in termini di vendite, ma alla fine si trasformò in una specie di maledizione. Dick, in realtà, non assunse mai eroina, cocaina o cannabis e le sue esperienze con l'LSD furono poche. Da una di queste esperienze, nel 1964, derivò una delle visioni del romanzo Labirinto di morte; in un'altra si mise a parlare in latino (lingua studiata alle superiori) come accade in Valis. Da un'assunzione di mescalina nel maggio del 1970 ricavò la trama di Scorrete lacrime, disse il poliziotto. Assumeva, in compenso, fin da adolescente a causa dei suoi attacchi di panico, anfetamine, di cui abusò fra il 1970 e il 1972, in seguito al divorzio con Nancy, fino al ricovero in una clinica canadese dopo un tentativo di suicidio
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PERSONAGGI / 7 : PHILIP K. DICK

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